Scritto da Bea il giorno 09/06/2010 alle 16:10
Archiviato in: Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
L’estate come ogni anno fa capolino e non solo per le temperature alte ma anche in tavola..
Rosso, giallo, oro e i tanti colori che questo splendido mese dona alle tavole come ad uno dei piatti classici di questo periodo in casa mia.. da quando ho memoria questo piatto ricorre spesso in questo periodo ed era usato (a quanto mi raccontano) dalla mia bisnonna quando mia padre e gli zii erano piccoli..
la ricetta dei fioroni con la mandorla. I primi fioroni, colti in questo periodo, sono spaccati in due, nel mezzo è riposta una mandorla verde privata della pellicina ancora umida. Riposti in un cassettina di legno sono lasciati essicare al sole per una decina di gioni, coperti da una retina sottile. Trascorso il tempo i fioroni possono essere lavati sotto acqua corrente. Dopo che si son ben asciugati si servono.. (ne assicuro la bonta).
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (3 commenti)
Scritto da Claudio il giorno 23/01/2010 alle 11:08
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Anche a Chieti il 16 gennaio facciamo una gran festa per commemorare Sant’Antonio, molto simile, mi pare di capire alla festa che si svolge in Puglia. In tutto il paese per diversi mesi le contrade si impegnano nella messa in scena delle Farchie che sono delle grandi colonne di canne da fiume intrecciate tra di loro. Per il giorno di Sant’Antonio sono portate in processione per poi essere erette. Infine vengono accese. Anche io partecipo alla preparazione delle farchie anche se la parte interessante, non è difficile indovinare, sono le bevute e le mangiate che si fanno per tale occasione. Soprattutto se preparano mia madre, mia nonna e mia zia che conoscono quanto impazzisco per il loro timballo. Per finire sotto i piedi della Majella a cantare a squarciagola e bere a volontà davanti al rosso penetrante ed il calore emessi dal fuoco del falò. Per festeggiare più si è e meglio è, allora ecco la ricetta per chi voglia assaporare il mio piatto preferito.
IL TIMBALLO ALLA TERAMANA (O ABRUZZESE)
Ingredienti:
Sfoglie di pasta all’uovo tirate piuttosto sottili
Ragù di carne con le polpettine
Mozzarelle
Cacio pecorino grattugiato
Uova sode
Pezzettini di salsiccia secca
Preparazione:
In un tegame soffriggete l’olio extravergine di oliva, cipolla, sedano e carota ed una gran quantità di polpettine che si ottengono lavorando tra le mani un impasto di carne macinata di vitello, salsicce fresche, cacio grattugiato, mollica di pane, uova, sale, pepe. Quando le polpettine sono dorate si unisce la passata di pomodoro, si aggiusta di sale e si continua la cottura a fuoco lento. A parte si lessano le strisce di pasta una o due la volta con cui foderare una teglia da forno. Quando tutta la teglia è ricoperta di pasta, spolverizzare la superficie con cacio grattugiato, pezzetti di uova, salsicce, mozzarelle. Condire con un mestolo di ragù e polpettine. Ricoprire con un secondo strato di pasta e continuare alternando farcitura e pasta, fino a quando la teglia non sarà ricolma. Finire con il ragù. Mettere in forno per circa un’ora a temperatura media.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (9 commenti)
Scritto da Una Dandy il giorno 13/01/2010 alle 14:34
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Una battaglia inusuale è quella che si apre ad Ivrea dal 6 gennaio sino alla fine di febbraio. La ricorrenza da festeggiare è il Carnevale. Si inizia per la Befana con la sfilata per la città al suono della Diana. Di contorno c’è, poi, il passaggio dei poteri e la consegna della sciabola e la feluca a chi deterrà il potere di Generale. Solo per l’8 c’è la Fagiolandia, quando i cinque quintali di “fagioli grassi” sono cotti e offerti. Divertente è a mio dire la battaglia delle arance che conclude il carnevale. Antico retaggio dell’Ottocento quando le donzelle dal balcone, al passaggio del carrozzone, lanciarono di getto arance per diletto. Ancor prima, nel Medioevo, eran usati i fagioli del feudatario. Due volte l’anno questo donava una pignatta di fagioli ai poveri della città. Per il disprezzo i riceventi gli usavan per i propri discernimenti. Come scherzosi proiettili da lanciare ad improvvisati avversari per la carnevalata. Il piatto che dai fagioli è ricavato diviene, se ben condito, deliziosa rarità. Seppur piatto contadino, è divenuto ricco e cittadino. Provalo anche tu seguendo la ricetta che ti do quaggiù.
Ingredienti:
Fagioli
Salamella
Cotiche di maiale
Preparazione:
Metti a bagno in acqua fredda i fagioli per un dì. Per il giorno appresso, lavali e cuocili con l’acqua della salamella, insieme a quest’ultima e la cotica di maiale per un intero giorno, sin dalla mattina. Presta attenzione alla cottura. Il giorno seguente assaggia questa sicura bontà.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (4 commenti)
Scritto da Claudio il giorno 18/09/2009 alle 10:25
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
“Mazze e panelle fanne ri figlie belle, panelle senza mazze fanne ri figlie pazze” che significherebbe “Bastone e pane fanno i figli educati, pane senza bastone …” recita un proverbio o come dico io “Pane e panelle fan le figlie belle” sì perché credo proprio che lì dove si preparano le panelle, in Sicilia, o nel centro di Palermo, fanno certamente bene alla bellezza. Dopo avere visitato le incantevoli città barocche di quest’isola, mi sono innamorato delle abitanti, (intendo le donne), ma anche dei loro usi e tradizioni, ad iniziare dalla tavola (non poteva non essere così, per me abituato ad essere servito da mamma e zie delle prelibatezze abruzzesi). Venti giorni da incanto immerso nella folkloristica cultura siciliana, mangiando a dismisura, così come usano qui con gli ospiti, divorando panelle. Mi è stato spiegato dai miei amici palermitani che panella vuol dire schiacciata, tant’è che utilizzano tale parola per indicare una persona magra, dicendo “… pari na panella”. Oltre la lingua locale ho anche imparato a cucinare alcuni loro piatti. Non potevo non imparare così da deliziare anche le mie zie che di viaggiare non ne vogliono sapere. Le panelle le dovevano provare. Anche se mi sembrano in qualche modo differenti rispetto a quando le gustavo con i miei amici lì in Sicilia. Per mia madre sarà l’acqua diversa o anche il clima, perché la farina di ceci l’ho comprata da Palermo. Chissà. Comunque non è semplice se almeno la prima volta non si è con qualcuno che ben sa farle. La ricetta la riporto ugualmente. Magari chi è più bravo di me non trova le stesse difficoltà.
Materie prime:
(credo che queste quantità possano andar bene per 8/10 persone)
500 gr di farina di ceci
1 mazzetto di prezzemolo
1 l di olio di semi
Sale e pepe q.b.
Preparazione:
In un capiente tegame, stemperate la farina di ceci con alcuni mestoli di acqua, aggiustate di sale, fate cuocere a fuoco lento fino a che la pasta diventa morbida, girando spesso in modo che non si attacchi al fondo del tegame. Aggiungete alcuni rametti tagliati finemente di prezzemolo fresco, stendete, poi, l’impasto su di un piano, preferibilmente di marmo, precedentemente bagnato e unto con olio. Stendete sino ad ottenere uno spessore molto sottile. Lasciatelo raffreddare e tagliate in rettangoli o cerchi (come usa la mia amica Alessia). In una pentola scaldate abbondante olio e friggete le panelle. Ottime con il pane a cui togliere la mollica, appena scaldato in forno.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (15 commenti)
Scritto da Lucia il giorno 28/08/2009 alle 12:08
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
In Puglia, nel Salento, davanti al blu del mare, a mangiare pizza di mare o meglio pizza patate e cozze.
Materie Prime:
(ricetta di zia Concetta)
800 gr di farina
3 uova
500 gr di cozze
½ bicchiere di latte
1 mazzetto di prezzemolo
Sale q.b.
Pepe
Preparazione:
Lavare le cozze e sgusciare. In una ciotola capiente versare le patate precedentemente lessate e schiacciate. Unire le cozze, le uova, il prezzemolo, aggiustare di sale e pepe e amalgamare. Aggiungere il latte e la farina sino ad ottenere un composto compatto. In un tegame scaldare abbondante olio e versare il composto da fare dorare da entrambi i lati. Servire su di un piatto da portata.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (4 commenti)
Scritto da Zia Pia il giorno 14/08/2009 alle 21:47
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Gente fiera ma anche forte di radici cucinarie importanti. Così nel mio viaggio in Toscana, alla tavola di due mie amiche, ho scoperto come loro si ritengano gli antesignani della cucina anche francese. Tanti gli aneddoti di cui si sono allietate le nostre conversazioni. In particolate la mia amica Fiorenza ha tenuto a precisarmi che quando in questa bellissima regione si parla di buona cucina non si può che raccontare di Caterina dé Medici, moglie di Enrico II di Francia, inappagata della cucina d’oltralpe, convocò a corte i cuochi fiorentini che per bravura e capacità possono ritenersi i precursori di quella che oggi è definita la “cucina francese”. Tra aneddoti e racconti davanti ai piatti tradizionali e di famiglia, che Fiorenza ha abilmente proposto, ho gradito in particolare i panigacci, di cui ho avuto conferma di poter dare la ricetta e che ho aiutato a fare, divertendomi molto.
Materie prime:
400 gr di farina
1 litro di acqua
1 patata di grandezza media
½ bicchiere di olio d’oliva
Sale q.b.
(da condire con salumi toscani)
Preparazione:
Su una spianatoia versare la farina e mescolare con acqua fredda, aggiustando di sale, ottenendo così un impasto liscio ed elastico. Fatelo riposare per circa 1 ora, trascorsi i quali, passate l’impasto al setaccio per togliere grumi eventuali, cercando di ottenere una consistenza liquida. In un testo in terracotta, da ungere con la patata intrisa di olio da far scaldare, versate un mestolo di composto. Cercate di distribuirlo in modo uniforme, come per una frittata. Formate una pila sino a terminare il composto. Passate, poi, nel forno preriscaldato a 250° sino a che i panigacci diventano croccanti e gustateli con salumi e formaggi. Assicuro la bontà.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (2 commenti)
Scritto da Una Dandy il giorno 03/08/2009 alle 14:27
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
“In Bologna si facciano salsicciotti i migliori che mai si mangiassero; mangiansi crudi, mangiansi cotti, e a tutte l’ore ne aguzzano l’appetito” (Ortensio di Lando – erudito del Cinquecento) che così parlava della mortadella. Di più non aggiungerei se non la ricetta che or vi narro:
Materie prime per la Frittata di mortadella (ricetta di zia Giuliana):
400 gr di mortadella tagliata a dadini poco spessi
6 uova
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
5 scalogni tagliati finemente
70 gr di burro
70 gr di olio d’oliva
Sale e pepe q.b.
Preparazione:
In una capiente ciotola unire ai dadini poco spessi di mortadella i rossi delle uova, il parmigiano e lo scalogno trito. Dopo avere ben sbattuto si aggiunga, poi, i bianchi d’uovo a neve montati. Aggiustando di sale e pepe. In una grande padella scaldare l’olio e il burro in cui versare il composto, friggete entrambi i lati. La zia Giuliana taglia, poi, la frittata in piccoli quadratini e gli adagia su un piatto d’alluminio e prima di servire gli scalda nel forno per qualche minuto.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (2 commenti)
Scritto da Lucia il giorno 23/07/2009 alle 11:40
Archiviato in: Pensieri, Ricette delle Cesarine, Storie, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Sono nata in una bellissima località a pochi chilometri dal mare. Un’oasi di profumi dove i ritmi naturali sono ancora visibili (per alcuni che provengono dalla città, anche troppo). Eppure solo ora, che ne sono lontana, riesco con maggiore consapevolezza ad apprezzarli. L’atmosfera che dal mare và verso il centro abitato è palpabile nelle vie che iniziano a profumare dei prodotti che il mare produce: tante le sembianze e i tipi di pesce che vengono preparati seguendo una tradizione che è quella insegnata loro dalle mamme, dalle nonne ma anche da vicine. Perché l’entusiasmo e l’unione tra le “corti” è ancora esistente. Un punto di forza importante per ogni impresa che sia piccola o grande. Le “commari” cinguettano su quel fatto o storia che è accaduto a vicini o lontani, ma sono le prime ad accorrere se qualcuno rivolge loro richiesta di aiuto. E’ in tale oasi che Peppino, così lo chiamano tutti, diminutivo di Giuseppe, prepara ineguagliabili calamari, facendo accomodare nella propria abitazione chiunque rivolga richiesta. Un uomo d’altri tempi o anche un Cesarino atipico si potrebbe definire, che credo non abbia mai smesso di offrire e assaporare la convivialità imparata sin da piccolo, quando la sua mamma cucinava per il vicinato, principalmente, per chi non disponeva di nulla nella propria dispensa.
I CALAMARI DI PEPPINO
(Elargisco la ricetta come farebbe Peppino).
Lavare, pulire i calamari e tagliarli a striscioline. In una padella di coccio soffriggere, in abbondante olio extravergine di oliva, l’aglio, 1 melanzana, privata dalla buccia, 1 zucchina, tagliate finemente. Aggiungere i calamari e lasciare rosolare bene. Versare 12 pomodori penduli gialli, lavati e tagliati in due. Aggiustare di sale, pepe e cuocere per circa 40 minuti chiudendo con il coperchio. Di tanto in tanto rimestare e se necessario, aggiungere poca acqua. Quasi a termine della cottura aggiungere abbondante prezzemolo precedentemente lavato e tagliato finemente. In una pentola a parte friggere il pane di grano duro, indurito e tagliato a dadini, in abbondante olio di oliva. Servire i calamari con i dadini di pane fritto.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (1 commento)
Scritto da Una Dandy il giorno 02/07/2009 alle 14:39
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Per San Pietro si sa che la tradizione capitolina vuole che il pesce non abbia “da mancà”. L’ultimo tonno si era soliti comprar, oltre che sarde, sgombri e meraviglie e delizie del mare come l’economico baccalà. Le chiavi di San Pietro alle “zite” si solea dar, contributo dolciario povero, impasto di farina e miele, in modo da aprire il loro cuore..Blu, sole, mare e buoni propositi per l’estate è in tema con le ricette che aprono questa solennità.
Materie prime:
2 uova
75 gr di zucchero
1 bustina di vanillina
250 gr di panna
1 fetta di pan di Spagna (200 gr circa)
3 cucchiai di marmellata di agrumi
4 cucchiai di liquore profumato
Per la copertura:
150 gr di cioccolato fondente
100 gr di croccante
4 albumi
300 gr di zucchero
1 cucchiaio di zucchero a velo
Composizione:
Ritagliare il pan di Spagna della forma rettangolare (come un plumcake) e adagiarlo in uno stampo adatto. Lasciare in congelatore. Nel frattempo, lavorare, in una terrina, le uova con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso e incorporare la panna montata. Versare tale composto sul pan di Spagna tolto dal congelatore cercando di renderlo pari. Stendere, poi, la marmellata, capovolgerlo e spennellarlo di liquore aromatico. Riporre nello stampo e poi in congelatore per 5 ore circa. Trascorso il tempo, capovolgere il composto su piatto da portata (per facilitare l’operazione bagnare lo stampo con acqua calda). Fare aderire il croccantino tritato finemente e riporre in congelatore per almeno 20 minuti. Tritare il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria, versarlo sul dolce ricoprendo completamente e riporlo nel congelatore. Al momento di servire montare gli albumi a neve, aggiungere lo zucchero e con tale composto ricoprire il dolce, spolverizzando con zucchero a velo e riporlo in forno a 180° per qualche minuto fino a che risulti leggermente dorato.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (3 commenti)
Scritto da Lucia il giorno 26/06/2009 alle 11:33
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Amare le tradizioni significa inseguirle e renderle preziose. Come ogni anno mi preparo alla raccolta dei malli acerbi di noce per produrre il mio nocino fatto in casa. Da servire in inverno, alla fine magari dei lauti e grassi pasti, in aiuto alla digestione. Sorseggiare un buon nocino è un’arte che può essere apprezzata solo se questo è frutto di severi passaggi. Come raccogliere i malli solo per il 24 giugno e lasciarli in infusione sino al giorno di Tutti i Santi (ho già lasciato traccia di questa ricetta nel blog l’anno scorso). Per il 24, poi, giorno di San Giovanni, quando il solstizio d’estate ha già fatto ingresso da 3 giorni, si possono gustare i piaceri che tale periodo offre. Un esempio è nella ricetta che offro di seguito, magari con in sottofondo, così come piace fare a me, de “Le 4 stagioni” di Vivaldi, che ben accompagnano i pasti.
Una ricetta tutta di color di Sicilia: BUCATINI CON INVOLTINI DI MELANZANE
Materie prime:
1 kg di melanzane
300 gr di bucatini
1 kg di pomodoro
1 cipolla, basilico. 1 spicchio di aglio
Olio di oliva
Pecorino grattuggiato
Sale q.b.
Preparazione:
Lavare e tagliare a metà i pomodori, versarli in una casseruola con cipolla e aglio finemente tagliati. Cuocere a fiamma moderata fino ad ottenere la giusta densità. Passare i pomodori al passino, poi, rimetterli su fuoco con l’aggiunta di olio e basilico. Aggiustare di sale. A parte, lavare e tagliare le melanzane in lunghezza, avendo prima eliminato la buccia. Asciugarle e friggerle. Intanto, lessare al dente i bucatini, scolarli e condirli con salsa e pecorino. Disporre i bucatini così conditi su ogni fetta di melanzana, arrotolarla, come per formare un involtino e sistemare in una pirofila. Una volta disposti tutti gli involtini, ricoprire con la salsa precedentemente ottenuta dai pomodori freschi, spolverizzare ancora con il pecorino e infornare per circa 20 minuti in forno a 180°. Servire ancora caldi.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti (3 commenti)
Pagina successiva »