Una giornata speciale

Scritto da Lucia il giorno 25/07/2008 alle 10:03
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E’ proprio il periodo di lauree. Quanti inviti. Di amici conosciuti ai tempi dell’Università. In giro nei tanti viaggi. Finito il momento di tensione ecco la parte divertente: i festeggiamenti. Quasi sempre seguiti da un aperitivo e una notte brava in locali che offrono musica. Una in particolare mi ha entusiasmato. Non solo per il forte legame con il mio amico Claudio, ma soprattutto per il modo singolare che ha scelto di festeggiare. E’ l’11 luglio. Lui, nato a Teramo, ha invitato una cerchia di pochi amici nella spettacolare casa ereditata dalla nonna a Giulianova. Un menù unico, preparato abilmente dalla madre, aiutata dalle sorelle. Piatti tipici della tradizione abruzzese serviti nel suggestivo giardino, sotto il pergolato di rose antiche. Una lunga tavola apparecchiata da una tovaglia bianca adorna di merletti. Che bella! La voglio anche io. La madre di Claudio mi spiega che è opera delle sorelle e sua, addentrandosi nello specificare che compare il punto assisi. Ma non saprei ripetere di più. Due ragazze vestite in antichi abiti abruzzesi servono gustose pietanze. Abbondanti dagli antipasti, ai primi, ai secondi fino al dolce. Preparati in casa secondo ricette di famiglia. Ore trascorse in allegria, per poi, aprire le bottiglie di spumante in riva al mare. Suggestivo. Tutti a dormire che è quasi l’alba. Poche ore e suona la sveglia. Lavati e vestiti, dopo una lauta colazione con castagnaccio, eccoci in macchina per arrivare a Canzano e vedere una mostra d’arte tanto attesa da alcuni del gruppo. Devo dire che è interessata anche me che non ne so molto. Ciò che mi rifrulla nella mente, ora, è il sapore delle Scripelle ‘mbusse, che bontà. Claudio se ci sei puoi chiedere a tua mamma la ricetta?

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Davanti ad una parmigiana

Scritto da Zia Pia il giorno 16/07/2008 alle 14:41
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In cucina a preparare, come ogni giorno, per i miei tanti nipoti. Grandi e piccoli. Alle prese con la frittura delle melanzane per la Parmigiana, che tanto piace a tutti. Il silenzio della mia cucina è interrotto da mio nipote di 17 anni. Cosa hai fatto? I lacrimoni scendono sul suo dolce visino. Zia, mi dice, una mia cara amica ha deciso di spegnersi non mangiando più. Un brivido. Come è possibile. Ho vissuto 2 guerre e sofferto la fame. Ora, in periodo di opulenza, si può ancora morire per questo? Non riesco a fornire una ragione per tutto ciò, così cerco solo di consolarlo. Alla fine della giornata rifletto. Quante volte mi è stato chiesto perché ho abbracciato la causa delle Cesarine. Per me è importante fare capire sin da piccoli l’importanza del cibo. La cultura, la tradizione i prodotti tipici. Perché è nella tradizione che si scopre la diversità. In essa si possono creare delle radici così profonde che alcun messaggio subliminale può intaccare tale certezza. L’essere bella inizia dal nutrimento. Un’arte che va oltre il mangiare, in cui i riti fortificano la voglia di convivialità. Sono decisa a continuare in tale opera per le mie nipoti e poi chissà, parola passa parola, questo incubo potrebbe non accadere più. Inizio allora con la parmigiana. Un piccolo pezzo per tutti, nutrimento e gusto. Una bella camminata ed ecco che siamo più belli di prima.

Ingredienti:
6 melanzane grosse
Pecorino
2 uova
Salsa di pomodoro
Olio extra vergine di oliva
Prezzemolo
Sale (q.b.)

Preparazione:
Ungete la pentola di olio in cui soffriggerete le melanzane. A parte, in una teglia, formare degli strati con le melanzane fritte, aggiungervi, per ogni spessore, la salsa di pomodoro ed il pecorino. Le uova sode.  Sale (q.b.) Spolverare del prezzemolo tritato sull’ultimo strato. Mettere in forno a circa 150° C per 20 minuti.

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La “Torta ‘d patàcch” (la torta di patate)

Scritto da Margherita il giorno 10/07/2008 alle 20:29
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La nonna Ines, come detto, non c’è più. Non posso, però, rinunciare al piacere dei sapori della mia infanzia. Per tale motivo, spesso consulto il libro di Guglielmo Capacchi “La cucina popolare parmigiana”. Piatti tipici della tradizione locale. Ottimo, come tutte le pietanze montanare, in cui compare il porro.

Ingredienti  (per 4 persone)
1 kg e ½ di patate
3 porri
1 cipolla grande
30 gr. di burro
2 cucchiai di olio
2 uova
1 etto e mezzo di pecorino

Preparazione
Lessare le patate e passarle nello schiacciapatate (una volta si mettevano sul tagliere, dopo averle pelate, e si schiacciavano con una bottiglia vuota). Tagliare i porri a dischetti sottili e impastarli, ancora crudi, con le patate, aggiungendo 2 uova intere e il formaggio. Soffriggere la cipolla in burro e olio, ben rosolato, aggiungerlo all’impasto. In una teglia ben unta, cosparsa di pane grattugiato, versare il composto. I tempi di cottura variano a seconda della qualità delle patate. Attendere che la torta abbia assunto una colorazione dorata. Buon appetito.

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Tonnarelli e polpettine

Scritto da P.C. il giorno 07/07/2008 alle 12:02
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Le riunioni mi estenuerebbero se non pensassi a cosa mangerò dopo, finalmente libera. Ma prima di mangiare bisogna preparare, perché il gusto dipende dagli ingredienti e dalla loro combinazione e dalla cottura. Oggi è stata dura… durissima, è così quando parlano gli altri e capisci che interloquire non è affar tuo, potresti rovinarti ancora di più di quanto sei. Potresti fare la figura dell’imbecille e poi onestamente nello specifico di quello di cui si trattava non me ne poteva fregare di meno, tipo riunione di condominio: innaffiamo il prato con l’impianto automatico alle 10 o alle 12? Ma se quelli che vanno al cinema si bagnano o invece si bagnano quelli che tornano? Allora vediamo… dopo un’esperienza così ci vuole un po’ di allegria, mi è rimasta un po’ di carne dalla tartare, potrei fare delle polpettine piccole piccole, qualche pomodorino c’è sempre in frigo… insieme alle polpette cosa ci metto? Vediamo che cosa mi è rimasto: della pasta secca artigianale, i tonnarelli mi sembra che ci siano, peperoncino a gogò… probabilmente l’avevano già inventato, ma questo fatto di scoprire cose che da secoli fanno parte del patrimonio cucinario del mondo mi piace, mi fa sentire che il mio palato partecipa del palato collettivo, che le mie membranine sensoriali fanno parte del grande senso del gusto universale…

Ingredienti per i tonnarelli o spaghetti alla chitarra:
semola di grano duro
acqua
uova
sale

Preparazione:
Creare una fontana con la farina di semola di grano duro. Versare l’acqua, le uova e il sale q.b. Ottenere un composto consistente. La larghezza del taglio (circa 2-3 mm.) è identica a quella dei tagliolini, ma lo spessore è decisamente maggiore. Visti in sezione, si presentano “quadrati”; questo sta a significare che lo spessore è anch’esso di 2-3 mm. (Tradizionalmente erano preparati con “la chitarra”, un telaio attraversato da tanti fili d’acciaio paralleli disposti a qualche millimetro di distanza l’uno dall’altro. La massaia appoggiava la sfoglia di adeguato spessore sui fili e, col matterello, premeva per ottenere tanti spaghetti a sezione quadrata.) Cuocere i tonnarelli (tre minuti di cottura) in acqua salata bollente, scolare e condire a piacere.

Una preparazione sfiziosa che propongo è quella a base di ragù alla bolognese, mettendo a cuocere le polpettine assieme al ragù di carne. Condire quindi i tonnarelli con questa salsa arricchita…

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