La vendemmia: ricordi di gioventù

Scritto da Doc il giorno 29/09/2008 alle 15:44
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie, Tradizioni

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Il post scritto da Lucia mi ha fatto venire in mente dei ricordi legati alla gioventù. Quando con mio padre pugliese, già da inizio settembre, andavamo a vendemmiare. Anche a raccogliere l’uva per la tavola. Certo, ero solo un aiuto. Ho iniziato allo scopo di guadagnare qualche soldino per comprarmi dei giochi, è finito per diventare un rituale durato quasi dieci anni. La manovalanza era reclutata da mio padre in piazza. Donne e uomini, esperti contadini, che prestavano le proprie braccia dietro corrispettivo, s’intende. La sveglia era la nota dolente. Alle 4 di mattina, mia madre ci chiamava. Noi andavamo in bicicletta, mentre dei camioncini con le tinozze erano già sul posto. La fatica non era poca, così come i rimproveri che ho ricevuto le prime volte. C’è un modo ed una manualità specifica per vendemmiare. Le donne erano le più dure. Ogni anno speravo che qualche bella ragazza fosse tra le adepte, ma non ne ricordo nessuna in particolare. La pausa avveniva per l’ora di pranzo, intorno a mezzogiorno. Pane casereccio con pomodoro e formaggio stagionato. Un bicchiere di vino (mieru), per essere in tema, e subito a riprendere. In modo da finire le “filare di vigna” prima che tramontasse il sole. Una settimana o più accanto a mio padre. Un rituale che mi manca. Una tradizione, però, l’ho conservata, quella di preparare una buonissima marmellata come allora faceva mia madre. Un profumo che si cosparge per casa, oggi come allora, che per me scandisce il trascorrere del tempo in modo più dolce.

LA MARMELLATA DI UVA, RICETTA DI FAMIGLIA:

Ingredienti:
1 kg di uva
300 gr di zucchero
(Calcolate che occorrono 300 gr di zucchero per ogni chilo di uva)

Preparazione:
Lavare l’uva. Dividere ogni chicco controllando che sia integro. Lavare nuovamente e tagliare in due parti i chicchi, privandoli dei semi. Pesare l’uva e calcolare lo zucchero necessario, tenendo presente che ne occorre 300 gr per ogni chilo. A questo punto versare i chicchi d’uva in un pentolone e riporre su fiamma a fuoco lento. Aggiungete lo zucchero. Cuocete per circa 90 minuti rimestando con un cucchiaio di lego di tanto in tanto. La marmellata è pronta quando facendone cadere un po’ su di un piatto inclinato non scivola facilmente. A tal punto versate il composto ancora caldo nei vasetti. Chiudete e riponete sotto dei canovacci, finché non si raffredda. La marmellata può essere così gustata.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (2 commenti)

Pecora alla callara e D’Annunzio

Scritto da Una Dandy il giorno 25/09/2008 alle 21:32
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie, Tradizioni

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Un percorso singolare, fatto di tempo e strade, di un pastor che era solito portar il gregge dall’alto al mar. Un’arte che è tutta abruzzese, di questo vorria parlar. Di ciò che anche il grande poeta era solito narrar..Gabriele (D’Annunzio) così diceva: “Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori Lascian gli stazzi e vanno verso il mar..”. Un cammino perfetto, se non fosse che spesso non era per diletto. Il suo nome è pastorizia. Un vanto quasi in disuso che solo poche genti continuan a praticar. In uso è rimasto un piatto ricco, ghiotto e al sacco. Pecora alla callara. Il suo nome suole indicar quando le pecore vecchie venian mangiate perché ormai irrimediabilmente andate. Un procedimento vecchio di anni. La dura carne di pecora venia speziata e ammorbidita da una lunga cottura fatta in un paiolo. Questo si era soliti nominar cottora o callara. Turni venian fatti tra i pastori che badavan al fuoco e schiumavan il sugo, perché il delizioso piatto volean mangiar.

Ingredienti:
1 pecora di media grandezza
1 rametto di alloro e di rosmarino
cipolla
peperoncino
1 litro di vino bianco
1 kg di pomodori

Preparazione:
Tagliare a pezzetti la carne di pecora e togliere accuratamente il grasso. Immergere la carne in acqua fredda e vino bianco, meglio se in una caldaia di rame di media grandezza. Schiumare ai primi bollori, continuando fin quando è necessario. Cuocere per più di 1 ora. Aggiungere, a tal punto, le spezie, la cipolla, il peperoncino ed i pomodori. Continuare a cuocere per 3 ore circa a fuoco basso. Il tempo di cottura dipende dalla tenerezza della carne. Servite calda in piatto di cottura.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (4 commenti)

L’estate che è finita – Insalata di patate

Scritto da Doc il giorno 22/09/2008 alle 22:54
Archiviato in: Ricette delle Cesarine

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Quest’anno, come avevano previsto i più illustri meteorologi, il fine- e post-estate è caratterizzato da giorni di caldo e piogge improvvise. Così, almeno nei piatti tradizionali, proviamo a ricordare il sole ridente.. Quelli passati sono stati mesi di prodotti tipici dell’agricoltura. Pomodori, zucchine, cetrioli e frutta a volontà. Una pietanza leggera ma buona, piatto unico, di origine italiana, è l’insalata di patate, un piatto ancora valido in questi primi giorni autunnali. Ottime le patate novelle di Messina della varietà Spunta.

Ingredienti (per 2 persone):
Patate novelle gr. 600
Pomodori pachini
Zucchine pugliesi
Carote
Basilico
Olive nere
Olio extravergine di oliva
Aceto balsamico
Sale

Preparazione:
Lavare e lessare le patate per circa 30 minuti. Avendo l’accortezza di punzecchiarle con una forchetta. Pulirle, tagliarle a rondelle e riporle in una coppa. Aggiungere le carote e le zucchine tagliate a julienne, precedentemente lavate e pelate, i pomodori, le olive nere, private del nocciolo, sale, olio, aceto e basilico. Come tocco finale, conservare a parte un ciuffetto di foglie di basilico per decorare l’insalata. Buon divertimento.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (4 commenti)

Jack O’ Lantern e il tortello di zucca

Scritto da Giorgia il giorno 15/09/2008 alle 12:58
Archiviato in: Pensieri

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Ottobre, l’autunno comincia a farsi sentire anche se ancora si gozzoviglia scaldati dagli ultimi tepori. Ma il tepore lascia poi spazio al torpore che cresce con l’inverno. E si ricomincia con la voglia di zuppe gustose, brodi fumanti, caffè caldo, castagne. Il letto che diventa il tuo migliore amico, il divano che ti chiama prepotentemente, coadiuvato dal supporto di un bel libro appena cominciato. A volte già la coperta di lana, altre volte no che è ancora caldo. E non vorresti uscire più, perché il tuo corpo sente le fatiche del cambio di stagione, reagisce male agli sbalzi di temperatura, alle giornate che si accorciano sempre di più. Poi ti viene in mente che qualcosa puoi fare, con qualcosa ti puoi consolare… il cibo di Home Food c’è eccome, le Cesarine di autunno sono più attive che mai: indossano i panni di “guaritrici” e hanno a disposizione l’arcobaleno di colori e sapori di questa stagione, così che la nostalgia dell’estate che fu sparisce alla vista delle nuove proposte cucinarie. Ci dimentichiamo allora dei cibi freschi dell’estate e il pensiero va al tortello di zucca e ai defunti che il giorno di Halloween vagano per la terra con i fuochi in mano… e c’è da scommettere che quello che vorrebbero portare via con sé non sono i vivi ma i tortelli!!!

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (4 commenti)

Una festa gradita

Scritto da Lucia il giorno 08/09/2008 alle 09:55
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie, Tradizioni

-------------------------------------------------------------------------------------------------

E’ già il secondo anno che partecipo ad una festa molto bella, organizzata in agosto, dai commercianti di Firenzuola, già Toscana, per una serata godereccia in compagnia. Alle ore 20, al tocco della campana che è posta sulla porta d’ingresso delle mura della città, i festeggiamenti hanno inizio. Un rituale tradizionale degno di nota. Ai rintocchi, conferiti alla campana da un abitante del rinascimentale paesino, ecco aprirsi lungo la via del centro tanti banchetti di pietanze preparate secondo tradizione. I commercianti si organizzano affinché ogni ricetta venga proposta e rispettata. Un tripudio del gusto che va dai primi ai dolci. E’ quasi un’impresa impossibile riuscire ad assaggiare tutto. Le proposte sono tante..ma quest’anno ho deciso di concedere un bis ad un dolce squisito La schiacciata con l’uva. Quale miglior periodo per proporlo se non settembre, quando l’uva matura è pronta per essere vendemmiata, arricchendo le tavole del suo dolce sapore.

LA SCHIACCIATA CON L’UVA

Ingredienti:
1 kg di uva nera da vino
350 gr di farina
20 gr di lievito di birra
1 bicchiere di acqua
8 cucchiai di zucchero
olio extravergine d’oliva
sale

Preparazione:
In un bicchiere d’acqua tiepida sciogliete il lievito di birra. Su di un piano di lavoro mettete la farina e impastatela con il lievito precedentemente sciolto, 4 cucchiai di zucchero e 4 di olio, un pizzico di sale. Fate lievitare la pasta per circa 1 ora, coprendola con un canovaccio. Tenendola lontana da sbalzi di temperatura. Trascorso il tempo, dividete l’impasto in due parti non uguali: una abbondante che servirà per la preparazione del fondo. La seconda, invece, per lo strato di copertura. Stendete la pasta piuttosto sottile ed adagiatela su di una teglia d’alluminio con il bordo alto. È importante che la pasta del fondo debordi dalla teglia. Riempite così la base del dolce con i chicchi d’uva ben lavati ed asciugati. Cospargete sopra 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio. Conservate una parte dell’uva, che servirà per il secondo strato. Ripiegate i bordi del dolce verso l’interno e stendete sopra il secondo strato di pasta. Con le punte delle dita create delle piccole fossette sulla pasta avendo comunque cura di non bucarla. Distribuite sopra l’uva rimanente e cospargete 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio. Cuocete in forno a 180°C per circa 1 ora. Si gusta meglio se mangiata dopo qualche ora dalla cottura, meglio ancora il giorno dopo.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (3 commenti)

A Napoli con la parrocchia

Scritto da Zia Pia il giorno 02/09/2008 alle 09:13
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Di ritorno da un bel viaggio organizzato dalla mia parrocchia. Destinazione Napoli. Erano anni che non vedevo una città così incantevole e variopinta. I monumenti, la gente nelle strade, uno spettacolo ricco di colore. Indimenticabili sapori, confusi nei ricordi della mia ormai vecchia memoria. Ritrovarli è stato un piacere. Come il buonissimo sartù che ho mangiato l’ultima sera della vacanza. Preparato da Maria, la perpetua di Padre Mario che ha gradito così tanto il piatto che a me è sembrato che non finisse più di cibarsene. Lo guardavo estasiata anche perché è una delle pietanze più elaborate della tradizione cucinaria napoletana. A forma di un ciambellone, condito con del ragù, all’interno  un ripieno di salsicce, polpettine, piselli funghi e uova sode. Come sempre, per indole Cesarina, ho chiesto la ricetta che do anche a voi.

Ingredienti (per 6/8 persone):

700 g di riso (semifino per risotti)
pangrattato q.b.

PER IL RIPIENO
350 g di mozzarella
3 uova sode
250 g di piselli freschi sgranati
200 g di parmigiano grattugiato

PER LE POLPETTINE
300 g di carne macinata
150 g di pane raffermo
1 uovo
parmigiano grattugiato
prezzemolo tritato q.b.
1 spicchio di aglio tritato

PER IL RAGÙ
400 g di concentrato di pomodoro
1 l. di passata di pomodoro
300 g di cipolle
1 kg di puntine di maiale
350 g di salsicce
1 dl di olio di oliva
100 g di margarina
1,5 dl di vino rosso

Preparazione:

Preparate il ragù tritando le cipolle e la pancetta. Versare in una pentola molto capiente con olio, margarina e brodo vegetale. Far sciogliere la margarina a fiamma molto bassa, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere le salsicce, coprire e cuocere a fiamma bassa, aggiungendo, se il composto accennasse ad attaccarsi, un mestolo di acqua. Quando le cipolle cominciano sono tenere, togliere il coperchio e mescolando spesso, aggiungere, poco alla volta, il vino sino a farlo evaporare. Alzare leggermente la fiamma e aggiungere il concentrato di pomodoro. Mescolare molto spesso e soffriggere fino a quando diventerà scurissimo. Aggiungere tutta la passata di pomodoro, coprire la pentola, abbassare la fiamma e lasciare cuocere per un’ora circa, aggiungendo qualche mestolo di acqua. Cuocere la salsa fino a quando non sarà lucida densa e scura. Procedere alla preparazione delle polpettine. Tagliare la crosta al pane raffermo e metterlo a mollo in acqua. Strizzarlo bene e unirlo alla carne macinata in una capiente zuppiera.  Aggiungere il formaggio grana, il sale, il prezzemolo, l’uovo e l’aglio. Lavorare l’impasto a lungo con le mani, fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati. Formare delle polpettine grandi quanto nocciole, friggerle in abbondante olio ben caldo e lasciarle sgocciolare su carta assorbente. Cuocere il riso in abbondante acqua salata. Nel frattempo preparare gli ingredienti per il ripieno: tagliare a fettine la mozzarella, le uova sode e le salsicce cotte nel ragù. Lessare i piselli e scolarli. Mettere questi ingredienti su un piano da lavoro con le polpettine e il grana. Procedere alla preparazione del sartù. Scolare il riso al dente, passarlo sotto l’acqua fredda per fermare la cottura e condirlo con una parte del ragù. Imburrare una tortiera con foro centrale e cospargerla di pangrattato. Mettere sul fondo un strato di riso, poi uno di ripieno. Tenere da parte un cucchiaio di piselli. Cospargere con abbondante grana. Procedere alternando uno strato di riso e uno di ripieno. Terminare con uno di riso. Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 30min circa, fino a quando la superficie del sartú sarà ben colorita. Riversare su un piatto di portata e guarnire nel centro con polpettine, salsicce, uovo sodo.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti (9 commenti)