Una gita nei boschi

Scritto da Zia Pia il giorno 28/10/2008 alle 15:33
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L’altro ieri ho trascorso una domenica diversa in giro tra le colline bolognesi. Che posti incantevoli. Ho passeggiato per circa 2 ore nei boschi di Poggio Carviano. Anche se il sole era presente a tratti, il movimento mi ha scaldato. I miei pronipoti di 2 e 4 anni hanno scoperto la natura. Anch’io sono rimasta incantata alla visione di una lepre e dei suoi cuccioli. Poi, tutti a casa. Salite le scale, un travone di legno e 2 laterali, attraversano l’ingresso da poco restaurato. Un grosso tavolo divide la cucina dal salotto. Il tutto riscaldato da un antico camino. Per profumare la camera sul fuoco ho buttato delle bucce di arance e foglie di rosmarino. Mia nipote, madre di 4 piccole pesti, Cesarina solo per la famiglia, mi ha preparato un piatto buonissimo. Sono riuscita a strapparle la ricetta… per qualsiasi problema sono qui!

MINESTRA NEL SACCO

Ingredienti per sei persone:
90 gr. farina
60 gr. di burro
6 cucchiai colmi di parmigiano-reggiano
3 uova
3 presine di noce moscata
sale q.b.

Preparazione:
Mettere in una ciotola la farina, le uova intere, il parmigiano grattato insieme ad un pizzico di sale, la noce moscata e il burro in pezzetti. Impastare tutto. Prendere un sacchetto, possibilmente di lino e a trama non troppo grossa; dopo averlo inumidito, rinchiudetevi all’interno il composto modellato a salsicciotto, da legare accuratamente e riporre nella pentola del bollito. Cuocere assieme alla carne del brodo per almeno 2 ore. Estrarre l’involto, e dopo averlo fatto raffreddare, slegarlo togliendo dal sacchetto il composto ben rassodato. Tagliarlo prima in fette di 1 centimetro e poi in dadini di 1 centimetro di lato. Prendere dalla pentola la quantità occorrente di brodo, filtrarlo e quando bollirà aggiungere i dadini da far bollire per circa dieci minuti.

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Una giornata in casa

Scritto da Lucia il giorno 21/10/2008 alle 14:44
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Ho finito da poco il trasloco. Gli oggetti accumulati in 13 anni di vita nella vecchia casa sono tanti, troppi. Quando penso di avere quasi finito, ecco spuntare un nuovo scatolone che mi chiede di riporre gli oggetti al loro posto. Ma quante cose ci son da fare. Per non parlare del pulire e cucinare. Mangiare scatolame o prodotti già pronti non se ne parla. L’ultima volta che ci ho provato mi sono intossicata il fegato. Due mesi di dieta a base di pietanze leggere e altamente digeribili. Mica poco. Ora vi lascio, ma non prima di cucinare una ricetta ereditata da un’altra Cesarina Doc. Mangio e vado a pulire la cantina. Non prima di dirvi cosa. Anzi, facciamo che vi do la ricetta. Ma chi ha già affrontato un trasloco, come è riuscito a sopravvivere?

VERMICELLI ZUCCHINE E RICOTTA

Ingredienti (per 2 persone):
200 gr. di vermicelli
200 gr. di pomodorini ciliegino
4 foglie di basilico
100 gr. di ricotta
1 cipolla bianca piccola
4 zucchine piccole
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.

Preparazione:
Tagliate a julienne il basilico e i pomodorini. In un padellino rosolate nell’olio, per pochi minuti a fuoco moderato, le cipolle e le zucchine tagliate a rondelle. Lessate i vermicelli in abbondante acqua salata e scolateli al dente, avendo cura di conservare un po’ di acqua di cottura. A fuoco spento incorporate ai vermicelli la ricotta, il soffritto di cipolle e zucchine a julienne, di pomodorini e basilico. Se la pietanza risulta troppo asciutta, aggiungete a cucchiaiate l’acqua di cottura della pasta. Servite subito.

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Semplici sapori d’autunno

Scritto da Silvia il giorno 13/10/2008 alle 09:49
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È quasi novembre… e chissà perché tutti si intristiscono pensando al freddo che verrà, al grigiore indistinto dell’uniformità che tutto sembra avvolgere, al giorno dedicato ai defunti. In verità a me novembre piace e ho sempre pensato, e ne sono ancora convinta, che mi porti fortuna. Le cose importanti della mia vita sono successe a novembre, e non me lo posso dimenticare… novembre è anche il mese dei ricordi: la nonna che mi costringe a mangiare le castagne perché, dice, salvano la vista, il nonno che con il senno di poi può ritenersi il responsabile della mia iniziazione al nettare di Bacco. Una tavola non tanto grande, poche sedie in torno ma tanta gente… vicini di casa, parenti più o meno lontani, amici più o meno stretti, tutti a festeggiare l’estate di San Martino. E io che non capivo perché la chiamavano estate…tutt’al più primavera, visto l’alternarsi di anni in cui capitava che la nonna avesse già principi di geloni ai piedi, ad anni in cui un ottimo vino novello, coadiuvato da un tiepido sole, scaldavano i cuori e non solo dei più. Il mio novembre è fatto di questo e quindi di coccole, e che importa se ci sarà la nebbia, l’importante è prendersi il tempo di assaporare il piacere delle piccole cose. Basta un tavolo, qualche sedia e cibo buono soprattutto da pensare.

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Il Parrozzo e D’Annunzio

Scritto da Una Dandy il giorno 05/10/2008 alle 17:38
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Un dolce unico frutto della perspicacia di un abile maestro pasticcere, di origine pescarese, nel 1920. Entrato nella tradizione e in uso nel periodo natalizio. Un’idea legata al desiderio di fare un dolce, ispirazione dell’antico pane delle mense contadine. La sua abilità fu di chiedere ad un suo amico, frequentatore abituale del conosciuto locale, di tenere a battesimo la nuova creazione. Gabriele D’Annunzio, grande ghiotto, fu entusiasta della richiesta e del Parrozzo. Un nome singolare, trasformazione dialettale che vuol dire “pan rozzo”. Inteso come schietto e sincero. A cui il poeta vi dedicò un sonetto veritiero: “E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè… c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce…”.

Ingredienti:
Semolino (o farina gialla o bianca con fecola)
Zucchero
Mandorle tritate
Essenza di mandorle amare
Buccia di limone
Cioccolato fondente (per il ricoperto)

Preparazione:
Impastare la farina gialla con uova e mandorle tritate e la buccia di limone. Versare l’impasto in uno stampo semisferico e cuocere nel forno, a 180° per circa 45 minuti. A cottura ultimata, quando il dolce è ormai freddo, lo si ricopre con cioccolato fondente fuso. “…chiù doce de qualunque cosa doce…” (G. D’Annunzio).

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2 Ottobre: Festa dei Nonni

Scritto da Una Dandy il giorno 01/10/2008 alle 18:32
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Di una ricorrenza singolare vi vorrei ricordar. Di recente invenzione ma pur sempre importante per il suo riguardar. Si tratta della Festa dei Nonni che sono importanti per il loro narrar. Di esperienze, aneddoti e detti, riempion i cuori dei frugoletti. Storie e favole sanno narrar e di giochi ne sanno a volontà. Il loro amore per mamma e papà è stato fondamentale perché chiunque cresca in serenità. Il mio di nonno, che era un sarto, l’arte del filo e dell’ago mi avea insegnato. Ora che son cresciuta, seppur non c’è più, a lui mi rivolgo nei momenti di aiuto. I nonni son quattro, non tutti, sempre li conosciamo, ma dai racconti dei genitori li apprezziamo. Le nonne di un tempo, come quelle di oggi, di profumi cucinari ci sanno deliziare. Così l’infanzia gradevole ci fanno diventare. E anche se con acciacchi e malanni ci fanno preoccupare, il nostro bene non scompare, anzi cresce con gli anni e l’età. E’ la storia di tanti, come di un mio caro amico, che ai nonni dedica amore infinito. Per ritornare poi alle ricette, le schiacciatine della nonna, sono perfette.

SCHIACCIATINE DI CARNE

Ingredienti:
1 kg di carne macinata
Prezzemolo
Sale (q.b.)
Pepe
1 uovo
Pecorino grattugiato
Pan grattato
½  spicchio di aglio

Preparazione:
Versare la carne macinata su un piano di lavoro. Aprire a fontanella. Lavare a parte l’uovo, romperlo, aggiungere il sale, il prezzemolo tritato, il pecorino grattugiato  e amalgamare con la carne. Aggiungere il pan grattato sino ad ottenere un composto compatto. (Mia nonna era solita tritare 1 spicchio di aglio che amalgamava con gli altri ingredienti). Se necessario durante la lavorazione dell’impasto si possono aggiungere un cucchiaio di acqua. A tale punto, prendere una noce abbastanza grossa di composto, lavorarlo con le mani come una polpetta, poi, schiacciare e disporre in un piatto. Prendere un tegame e ungere la base con olio extravergine di oliva, disporre le schiacciatine. A cottura ultimata disporre su un piatto di portata e servire. AUGURI NONNI

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