Scritto da Giuliana il giorno 28/05/2009 alle 11:44
Archiviato in: Ricette delle Cesarine
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Ingredienti:
600 gr. di sarde
150 gr di ricotta
30 gr di pinoli
3 cucchiai di grana grattugiato
Succo di pomodoro
Erba cipollina
1 spicchio di aglio
1 manciata di prezzemolo
Basilico
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe q.b.
Preparazione:
Mettete in casseruola olio e aglio e fate rosolare leggermente. Togliete l’aglio prima che diventi scuro, aggiungete il succo di pomodoro, salate, pepate e lasciate cuocere a fuoco moderato. Eliminate le teste e la spina alle sarde, apritele a libro, lavate ed asciugatele. Mettete in una ciotola prezzemolo, basilico e pinoli, tritando il tutto. Unite, poi, il formaggio grana grattugiato, ricotta, sale e pepe. Lo scopo è di ottenere una crema che andrà spalmata sulle sarde, indi avvolgerle formando un fagottino che sarà fermato con uno stecchino. Insaporire il sugo nella casseruola con un poco di erba cipollina e disponete gli involtini di sarde. Infornare a 180° per 15 minuti circa.
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Scritto da Riccardo il giorno 14/05/2009 alle 13:36
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La rincorsa alla prova costume è ufficialmente decollata!
Mi sto quindi dedicando a preparazioni “furbette”: tanti gazpacho e frullati vari di verdura (o anche frutta e verdura insieme, perche no?), insalate miste con carni bianche (marinate e poi alla piastra o cotte al vapore con erbe aromatiche), uova in camicia con asparagina, friselle pugliesi con una bella insalata nizzarda, abolizione per cena di pane/pasta/riso/legumi, piatti unici con pesce “intelligente” (zuppe di vegetali e conchigliame, acciughe al limone, pesce spatola al forno), misti di peperoni zucchine e melanzane grigliati e poi inumiditi con pomodori datterino così dolci e freschi, salse di condimento a base di yogurt (ad esempio con limone aceto bianco cetriolo grattugiato e menta, con ceci passati al setaccio limone e basilico). Alcuni piccoli segreti: ridurre al minimo il sale, mai privarsi di un buon olio d’oliva, molte spezie per appagare il gusto (basilico, timo, maggiorana, menta, erba cipollina, pepe nero, scorza di agrumi). Sedano bianco, cetrioli, cipollotti e cipolla rossa, finocchi: fanno molto bene per pulire il metabolismo e non hanno apporto calorico. Sempre e solo prodotti di stagione. E un po’ di moto, che fa bene anche alla testa.
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Scritto da Doc il giorno 12/05/2009 alle 09:52
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Storie
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Che piacevole la mia vacanza in Liguria. Altre volte mi ero recato, principalmente richiamato dalla fiera nautica, non avendo mai l’opportunità di visitarla. E’ dolce il profumo che dal mare si estende a tutta la città..Un incontro di profumi e sapori di una terra che ha fatto del pesto il proprio vessillo cucinario. Nel ringraziare Mario per avermi allietato nei miei giorni di permanenza, elargisco una delle ricette che ho portato, di ritorno a casa, come souvenir della città.
TRENETTE ALLA LIGURE
Ingredienti:
720 gr di trenette
3 patate sbucciate e tagliate a dadini
500 gr di fagiolini puliti
120 gr di basilico pulito
90 gr di parmigiano
60 gr di pinoli
1 bicchiere d’olio
sale q. b.
Preparazione:
In una grossa pentola fate cuocere le patate con acqua e sale, quando saranno quasi cotte aggiungete i fagiolini. Nel frattempo, nel mortaio, battete insieme il basilico, il parmigiano, i pinoli, uno spicchio di aglio, olio e sale q.b. Versate il pesto nel vassoio da portata diluito con un mestolo di acqua di cottura. Cuocere con le patate e i fagiolini le trenette, quando queste saranno cotte scolare il tutto e condire con il pesto. Servire caldo.
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Scritto da Una Dandy il giorno 06/05/2009 alle 11:48
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C’era una volta un re che oltre che per passione legato era ad una donna di eccezione: Rosa Vercellana era il suo nome, blasonata come contessa di Mirafiori. La Bela Rosin legata nascostamente a Vittorio Emanuele II soprattutto per la sua arte cucinaria che era grandiosamente d’eccezione. Il suo palato allietava, cuoca superba, che il “regal palato” seppe ammaliare con certosina attenzione. Pur se numerosi gli impegni di Vittorio e nonostante la predilezione della moglie ed i cuochi di corte per la cucina francese, lui, quando possibile, si rifugiava dalla Bela Rosin abile nel proporre un menù annaffiato da barolo, accompagnato da piatti della più classica cucina piemontese. E da questo prendo spunto per offrir saggezza sulla “Bela Cauda” o ancor meglio conosciuta come “Farinata di ceci”. Questa è una ricetta semplice. Mescolar bisogna la farina di ceci con acqua, olio d’oliva, un pizzico di sale, pepe e 2 cipolle fresche. L’impasto liquido che si ottiene è da lasciar riposare per circa 3 ore, per poi essere cotto in apposita teglia di rame, nel forno a legna, con fiamma viva. Già dal 1500 ce ne si cibava e nel tempo è rimasta nel cuore del palato.
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