24 Giugno: San Giovanni e il nocino

Scritto da Lucia il giorno 26/06/2009 alle 11:33
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni

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Amare le tradizioni significa inseguirle e renderle preziose. Come ogni anno mi preparo alla raccolta dei malli acerbi di noce per produrre il mio nocino fatto in casa. Da servire in inverno, alla fine magari dei lauti e grassi pasti, in aiuto alla digestione. Sorseggiare un buon nocino è un’arte che può essere apprezzata solo se questo è frutto di severi passaggi. Come raccogliere i malli solo per il 24 giugno e lasciarli in infusione sino al giorno di Tutti i Santi (ho già lasciato traccia di questa ricetta nel blog l’anno scorso). Per il 24, poi, giorno di San Giovanni, quando il solstizio d’estate ha già fatto ingresso da 3 giorni, si possono gustare i piaceri che tale periodo offre. Un esempio è nella ricetta che offro di seguito, magari con in sottofondo, così come piace fare a me, de “Le 4 stagioni” di Vivaldi, che ben accompagnano i pasti.

Una ricetta tutta di color di Sicilia: BUCATINI CON INVOLTINI DI MELANZANE
Materie prime:
1 kg di melanzane
300 gr di bucatini
1 kg di pomodoro
1 cipolla, basilico. 1 spicchio di aglio
Olio di oliva
Pecorino grattuggiato
Sale q.b.

Preparazione:
Lavare e tagliare a metà i pomodori, versarli in una casseruola con cipolla e aglio finemente tagliati. Cuocere a fiamma moderata fino ad ottenere la giusta densità. Passare i pomodori al passino, poi, rimetterli su fuoco con l’aggiunta di olio e basilico. Aggiustare di sale. A parte, lavare e tagliare le melanzane in lunghezza, avendo prima eliminato la buccia. Asciugarle e friggerle. Intanto, lessare al dente i bucatini, scolarli e condirli con salsa e pecorino. Disporre i bucatini così conditi su ogni fetta di melanzana, arrotolarla, come per formare un involtino e sistemare in una pirofila. Una volta disposti tutti gli involtini, ricoprire con la salsa precedentemente ottenuta dai pomodori freschi, spolverizzare ancora con il pecorino e infornare per circa 20 minuti in forno a 180°. Servire ancora caldi.

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Giugno in festa

Scritto da Una Dandy il giorno 08/06/2009 alle 15:57
Archiviato in: Ricette delle Cesarine, Tradizioni

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Del finocchietto vorrei parlare, una pianta il cui risveglio, già a fine inverno, si può ammirare. In primavera i suoi semi si colgono per venire usati su carni grasse, nelle insalate, nei piatti di pesce, in salse, aceti e nella porchetta. Di lei un gran uso se ne fa in Sicilia dove accompagna anche un piatto a me molto caro di cui di seguito vi narro ingredienti e ricetta.. Perché la virtù è nel non dimenticare che ogni cucina regionale ha i suoi profumi e sapori da incontrare con le materie prime di ogni terra o terreno da coltivare.

Materie prime da utilizzare:
1 kg di tonno a filetto
Porri 2
Carote 2
Coste di sedano 2
Foglie alcune di mirto
Di oliva l’olio
(Cipolla, pomodori in polpa 400 grammi, bianche le olive 50 grammi, finocchietto selvatico, zucchero, aceto 100 grammi, arance, aglio, extravergine l’olio) per la salsa in agrodolce

Cosa bisogna fare:
In una pirofila unta di olio con intorno porri, carote e sedano, tagliati sottilmente, il tonno adagiare. Aggiustare di sale e pepe. Le foglie di mirto adagiare. Disporre nel forno già caldo a 200° e lasciare per minuti 35. Trascorso il tempo, il filetto deve essere cotto prestando attenzione che rimanga morbido. Poi, prendete ancora un altro piccolo tegame dai bordi alti e lasciate rosolare la cipolla e l’aglio. Quando è colorito unirvi un cucchiaio colmo di zucchero aspettando che si caramelli. A tal punto unite l’aceto, pomodoro in polpa, il cuore tritato del finocchietto e le bianche olive snocciolate. Aggiustare con sale e peperoncino e su fuoco moderato lasciate che cuociano a recipiente coperto per minuti 40. Aggiungere poi del succo di arancia. Disponete, infine, su un bel piatto di portata caldo il tonno privato dalla pelle. A questo aggiungete la salsa oramai pronta e lasciar riposare per 6 ore decorando con i bei rametti di finocchietto selvatico.

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