Il friggione
Scritto da Ronnie il giorno 20/05/2008 alle 13:56
Archiviato in: Ricette delle Cesarine
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E’ la prima volta che scrivo qualcosa sul blog (e lo faccio con piacere per accontentare i visitatori del sito di Home Food che hanno richiesto la ricetta del friggione, in particolare Stefano), mi presento: sono la Cesarina Ronnie, bolognese doc anche se – confesso – non proprio di nascita. Ma da molti anni ho adottato (o sono stata adottata?…) la più schietta tradizione cucinaria della città felsinea in cui sono cresciuta e in cui tuttora risiedo. Mi si dice che sono una persona schietta e diretta, e a pensarci bene schietta e diretta lo sono anche in cucina. Non sono fanatica di manuali e ricettari, cucino quasi d’impulso (un impulso pieno d’amore) come faceva la Dada Fernanda che è stata in casa mia per anni e dalla quale, spiandola, ho appreso le ricette ma soprattutto i segreti per stare dietro ai fornelli. E il friggione è una di quelle preparazioni che ho imparato da lei, perché non mancava mai sulla nostra tavola ad accompagnare i secondi tanto dei giorni di festa quanto delle cene tra pochi intimi. Per anni ho riprodotto quanto faceva la Dada Fernanda, per me unica maestra della tradizione in cucina. Il suo friggione, a volte nella versione corretta con l’aggiunta di peperoni gialli e rossi (ma mai in questi casi ufficialmente presentato come friggione perché in effetti friggione non era!), era ed è per una delle ricette più spontanee ed immediate da offrire agli ospiti. Poi cosa scopro? Che questa ricetta è da qualche anno persino depositata alla Camera di Commercio di Bologna tra le ricette tipiche! E questo non può che farmi apprezzare ancora di più e ricordare con maggiore affetto la Dada, che ai miei occhi oggi appare quindi come la prima vera depositaria della tradizione cucinaria entrata nella mia vita. La ricetta, datata 1886 e depositata il 26 gennaio 2004, è uguale a quella della mia Dada e, quindi, anche a quella che io continuo a riproporre ai miei ospiti come accompagnamento a deliziosi bocconcini di maiale bianco leggermente infarinato.
Prevede come ingredienti: 4 kg di cipolle bianche, 300 gr. di pomodori pelati freschi, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaino di sale grosso e 2 cucchiaini di strutto.
Questo il procedimento (come recita il testo depositato): “Affettare molto finemente la cipolla e lasciarla almeno due ore a macerare con il sale e con lo zucchero. In un tegame rigorosamente di alluminio versare la cipolla con l’acqua che avrà fatto, lo strutto ed a fuoco lentissimo cuocere girando con un mestolo di legno fino a che avrà un color nocciola, facendo sì non si attacchi mai; ci vorranno due ore circa. Aggiungere alla cipolla i pomodori tagliati a pezzettini e seguitare a girare ancora per un ora un ora e mezzo onde terminare la cottura. Quando lo strutto farà delle bollicine rosate e la cipolla con il pomodoro sarà una crema, il friggione sarà pronto.”
Un’ultima nota mia: nonostante il nome evochi qualcosa di abbastanza “pesantuccio”, in realtà il friggione risulta essere un delicato e fresco contorno se ci si premura di non renderlo un tripudio di olio e soffritto… Buon appetito!
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Commenti (3 commenti)
20 Maggio 2008 alle 21:58
Grazie grazie quanto mi piace il friggione. L’ho mangiato per la prima volta e quel sapore non l’ho scordato più..
23 Maggio 2008 alle 18:01
Friggione?? Lo adoro!! In ogni occasione in cui compare su un menu, lo ordino.Favoloso quello che ho scarufato alla festa dell’Unità!
18 Settembre 2008 alle 11:22
..sìì a me piace questo periodo il più indicato per i miei piatti preferiti come il friggione..mmh che acquolina.