Il racconto vincitore per PastaTrend

Scritto da Staff Home Food il giorno 25/05/2010 alle 14:47
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Il delitto della camera chiusa

“Abbiamo finito, Carolina. Sono quasi le sette. Cosa ti piacerebbe mangiare stasera per cena”?
Era la domanda di rito che le veniva rivolta ogni qualvolta la lezione finiva.
Carolina rispondeva diligentemente, pur sapendo che le sue scelte in campo culinario non avrebbero mai incontrato una decisa approvazione.
“Io adoro gli spaghetti al pomodoro e basilico.”
“Io no, preferisco i rigatoni al ragù, sono più saporiti, più morbidi, più profumati.”
“Ha ragione lei, professoressa.”
La prima volta che l’aveva chiamata prof. aveva avuto tanti di quei rimproveri che non aveva più osato ripetere l’esperienza.
“Certo che ho ragione, io ho sempre ragione.”
La professoressa Carmela Cerchietti, soprannominata Cerchioni per la sua mole opulenta, veleggiò come una grossa barca a motore fuori dallo studio, seguita a ruota dalla sua allieva Carolina, infelice depositaria delle sue vaste conoscenze che spaziavano dalla matematica alle più minute regole di vita.
La professoressa Cerchietti non si limitava infatti a dare ripetizioni, ma si era assunta la missione di insegnare a vivere, e perché no anche a mangiare.
Carolina si era abituata a dire sempre di sì di fronte alle perentorie affermazioni della sua insegnante di ripetizione: era lo scotto da pagare per quell’insufficienza in matematica che aveva macchiato la pagella del primo quadrimestre.
Già dimentica della lezione e delle pretese educative della sua aguzzina corse veloce sulle scale con il suo i-pod a tutto volume per perdersi nella sua musica preferita.
La voce stentorea della professoressa, che a sentire i suoi alunni del liceo scientifico Righi passava sette muri ed era in grado di abbattere anche quello del suono, arrivò chiara e distinta in cucina dove all’interno di una credenza rococò giacevano quasi dimenticati i famigerati spaghetti a fianco dei baldanzosi rigatoni, fieri di essere il cibo preferito della vorace padrone di casa.
“Hai sentito cosa ha detto? Sono stanco di essere sempre vituperato. Ci cuoce, ci mangia e oltretutto ci denigra sempre”.
“E’ proprio vero! Io odio quei suoi denti aguzzi e quella bocca avida che continua sempre a masticare quegli stupidi rigatoni”.
“Sai che stiamo quasi per scadere e finiremo senz’altro nella pattumiera come quei poveri capelli d’angelo la scorsa settimana”.
La mano grassoccia e impietosa della professoressa Cerchietti si allungò dentro la credenza, sfiorò gli spaghetti, ma ancora una volta passò oltre, prese un pacco di strozzapreti e chiuse lo sportello con un colpo secco e deciso.
“Hai visto? Preferisce persino gli strozzapreti a noi, e dire che loro sono senz’altro meno nobili e meno famosi!”
“Si strozzasse lei con le sue paste predilette!”
“Hai avuto un’idea meravigliosa, direi quasi sublime. E se riuscissimo a strozzarla noi una volta che si degna di mandarci?”
“Sarebbe un sogno! Ma come facciamo?”
“Dobbiamo preparare il piano con attenzione. Il problema più grosso è convincerla a cucinarci”.
“Forse questo non è un problema. Ieri ho sentito che parlava al telefono con quella sua amica che tiranneggia sempre. L’unica cosa che le concede è quella di preparare per lei gli spaghetti perché le piacciono tanto. Le ha detto che le farà assaggiare una nuova ricetta. Vedrai che la preparerà prima per fare bella figura. Dovrebbe venire a cena sabato”.
“Perfetto! Oggi è mercoledì. Abbiamo tutta la notte per architettare le nostre mosse. Entro domani tenterà la sua nuova creazione. Lo sai che vuole sempre prepararsi per tempo”.
Dalla padella antiaderente si spandeva per la cucina un odore di mare e di spezie.
Era quello il segnale rivelatore per gli spaghetti in spasmodica attesa.
Per una volta la mano rapace compì il suo dovere morale e gli spaghetti finirono in una pentola d’acqua salata profumata di timo e di maggiorana.
Un trionfo di spaghetti al sugo di pesce giaceva sul piatto di ceramica chiara.
La forchetta impaziente ne sollevò un’abbondante porzione.
Gli spaghetti all’unisono avvilupparono cozze e crostacei e chiusero la gola in una morsa assassina.
Dopo aver compiuto il delitto perfetto il grumo si sciolse e ogni ingrediente andò incontro al suo destino fatale lasciando ai posteri il mistero irrisolto di un delitto in una camera chiusa.

Ricetta degli Spaghetti al sugo di pesce

Ingredienti
400 gr. di spaghetti
1 cipolla
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
800 gr. di totani
basilico
2 spicchi d’aglio
olio
sale

Preparazione
Togliete gli occhi, la bocca e la pelle ai totani; tagliate a pezzi e salateli. Cuocete fino a che non avranno perso tutta l’acqua; poi aggiungete la cipolla a fette, l’aglio e l’olio. Rosolate per qualche minuto e unite il pomodoro diluito con acqua calda e basilico. Lasciate cuocere per 30 minuti mescolando di tanto in tanto. Cuocete gli spaghetti in acqua salata e poi, dopo averli scolati, condite con il sugo.

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Commenti (1 commento)

1 Commento a “Il racconto vincitore per PastaTrend”

  1. Mimino scrive:

    Complimenti all’autore è proprio bello e avvincente..

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